Con sentenza n. 102/2026, la Sesta Sezione del Consiglio di Stato, ha accertato la violazione dell’articolo 102 del TFUE, ovvero abuso di posizione dominante, nel modus operandi della Federazione Italiana Giuoco Calcio, che sfrutterebbe la propria posizione dominante anche all’organizzazione di eventi e competizioni di tipo ludico-amatoriale e, di conseguenza, ha confermato la legittimità della Delibera dell’Autorità Garante Concorrenza e Mercato dello scorso 18 giugno 2024, con la quale la stessa aveva condannato la Figc ad una sanzione pecuniaria di euro 4.203.000,00.
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), riformando la precedente sentenza del Tar del Lazio e confermando l’esistenza di un abuso di posizione dominante da parte della Federcalcio.
La sentenza sembra interpretare tutti i fatti come se ci fosse una intenzionalità di commettere un abuso anticoncorrenziale da parte della Figc e per fare ciò finisce per dettare delle regole su cosa si debba intendere per agonismo. Sostiene inoltre che l’abuso si sarebbe svolto dal 2015 al 2024. In questo quadro era ovvio che il Consiglio di Stato confermasse integralmente la sanzione.
Questo il commento del Coordinamento degli Enti di Promozione Sportiva.
Il Coordinamento degli Enti di Promozione Sportiva accoglie con favore e fiducia la sentenza n. 102 del 7 gennaio 2026 con la quale il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato avverso la sentenza n. 3409 emessa dal TAR Lazio in data 17 Febbraio 2025.
La sentenza, oltre a riconoscere e tutelare il ruolo degli EPS all’interno del modello organizzativo italiano, ribadisce, in maniera chiara, come le attività promosse dagli stessi, quali organismi riconosciuti dal CONI, siano pienamente libere e legittime.
Si auspica quindi che tale pronuncia possa costituire un riferimento a cui tendere per dare vita ad una nuova stagione dei rapporti tra gli Enti di Promozione Sportiva e le Federazioni Sportive Nazionali fondata sulla pari dignità, sulla complementarietà dei ruoli e nel pieno rispetto delle reciproche funzioni sancite nello Statuto Nazionale del CONI.
Alla luce della inoppugnabile decisione del Consiglio di Stato, si ravvisa pertanto la urgente necessità di instaurare un dialogo costruttivo, che coinvolga altresì le Autorità di Governo ed il Comitato Olimpico, volto alla definitiva risoluzione dei contrasti tra gli EPS e le FSN ed alla crescita di tutto il sistema sportivo italiano che costituisce ancora un forte baluardo di coesione sociale del Paese.
E’ evidente che il ricorso all’Autorità giudiziaria segna sempre un triste momento di incapacità degli Organismi di individuare soluzioni di buon senso nell’ambito del quadro normativo vigente.
L’auspicio quindi è quello di costruire insieme un sistema sportivo che sappia lavorare e collaborare in armonia, confrontarsi su temi concreti e sulle reali esigenze sportive del Paese e soprattutto riconosca come lo sport di base e l’alto livello siano semplicemente lati della stessa medaglia.
(da Aics.it)
